Faut-il dire una notaio o un notaio: la questione del femminile al maschile

La parola “notaio” designa un ufficiale pubblico incaricato di autenticare atti giuridici. In italiano, questo termine appartiene alla categoria dei nomi epiceni: la sua forma rimane identica al maschile e al femminile. Cambia solo il determinante. Si scrive “un notaio” per un uomo, “una notaia” per una donna.

Notaio epiceno: cosa dice la grammatica italiana

Un nome epiceno mantiene la stessa terminazione indipendentemente dal genere della persona designata. La parola “notaio” funziona esattamente come “giornalista”, “gestore” o “architetto”. Non avviene alcuna trasformazione morfologica al femminile.

Il genere grammaticale si segna attraverso l’articolo (“il” o “la”, “un” o “una”) e attraverso gli accordi degli aggettivi o dei participi che accompagnano il nome. Si dirà quindi “la notaia competente” o “il notaio competente”, a seconda della persona interessata.

Questa meccanica grammaticale non presenta alcuna difficoltà tecnica. La questione che torna spesso quando si cerca di dire una notaia donna o uomo riguarda più l’uso sociale che la regola linguistica stessa. La grammatica stabilisce chiaramente: entrambe le forme sono corrette.

Un notaio uomo e una notaia donna in discussione professionale in uno studio moderno, che illustra la femminilizzazione del titolo di notaio

Rapporto dell’Accademia italiana sulla femminilizzazione dei nomi di professione

Il rapporto del 1° marzo 2019 dell’Accademia italiana segna un punto di svolta. L’istituzione, a lungo riluttante alla femminilizzazione dei titoli professionali, riconosce esplicitamente che i nomi di professione possono essere usati al femminile quando la lingua lo consente naturalmente.

Per i nomi epiceni come “notaio”, l’Accademia conferma che il femminile si forma semplicemente cambiando il determinante. Il Dizionario dell’Accademia italiana, nella sua 9a edizione online, menziona ora che “notaio” può essere usato anche al femminile.

Perché questo rapporto è importante

L’Accademia italiana non legifera sulla lingua: osserva e registra l’uso. Il suo rapporto del 2019 ha messo fine a un’ambiguità che durava da diverse decadi. Prima di questa data, alcuni parlanti esitavano a scrivere “una notaia” per paura di infrangere una norma grammaticale. Il rapporto scioglie questa esitazione senza equivoci.

La guida di redazione TERMIUM Plus, strumento di riferimento terminologico canadese, classifica anch’essa “notaio” tra i nomi epiceni. L’esempio “una notaia” figura al pari di “una gestore” o “una giornalista”, il che conferma la convergenza delle norme francofone su questo punto.

Maestro o maestra: la formula di cortesia per un notaio

Il titolo professionale del notaio è “Maestro”, abbreviato in “Me”. Questo titolo si applica indifferentemente agli uomini e alle donne che esercitano questa professione. Si rivolge a una donna notaia chiamandola “Maestro”, non “Maestra”.

La confusione deriva dal fatto che “maestra” esiste come femminile di “maestro” nel linguaggio comune (maestro di scuola / maestra di scuola). Nel contesto giuridico, il titolo “Maestro” rimane invariabile indipendentemente dal genere della persona.

Formule di saluto in una lettera o in un’email

La redazione di una lettera indirizzata a un notaio segue convenzioni precise:

  • All’inizio della lettera o dell’email, scrivere “Cara Maestro” per una donna notaia o “Caro Maestro” per un uomo notaio
  • Nelle formule di saluto finali, riprendere “Maestro” così com’è, per esempio: “Le porgo, Maestro, i miei distinti saluti”
  • Sull’involucro o nel campo destinatario, indicare “Maestro” seguito dal nome, senza menzionare “Signora” o “Signore” come prefisso

Queste convenzioni si applicano anche ai collaboratori del notaio quando portano il titolo di Maestro, il che dipende dal loro esatto status all’interno dello studio.

Giovane notaia che appende la sua targa professionale all'ingresso di uno studio notarile storico, simboleggiando la femminilizzazione della professione

Notaia: un termine da evitare nella redazione professionale

La parola “notaia” esiste in alcuni dizionari storici. Un tempo designava la moglie di un notaio, non una donna che esercita la professione. Questa distinzione è fondamentale.

Il Wiktionnaire registra il termine e conferma il suo carattere obsoleto. Il dizionario Usito, riferimento canadese, lo menziona anch’esso come arcaico. Nessuna istituzione francofona raccomanda “notaia” per designare una donna notaio.

Utilizzare “notaia” in una corrispondenza professionale o in un atto giuridico sarebbe percepito come un errore, se non come una mancanza di considerazione. Il termine corretto rimane “notaio”, preceduto dall’articolo femminile quando la situazione lo richiede.

Femminilizzazione delle professioni legali: a che punto siamo con l’uso

La professione notarile conta oggi una proporzione crescente di donne. Questa evoluzione sociologica accelera la normalizzazione del femminile “una notaia” nella lingua comune così come nei testi ufficiali.

Le professioni legali vicine hanno conosciuto percorsi simili. “Avvocata” si è imposta senza difficoltà poiché la parola possiede una forma femminile morfologicamente distinta. Per i nomi epiceni come “notaio” o “giudice”, la transizione è stata più lenta, poiché si basa esclusivamente sul cambiamento di determinante, meno visibile all’oralità.

  • “Giudice” funziona come “notaio”: si dice “una giudice” senza trasformazione della parola
  • “Avvocata” prende una terminazione femminile marcata, il che ha facilitato la sua adozione
  • “Cancelliere” segue il modello classico di femminilizzazione mediante l’aggiunta del suffisso “-iera”
  • “Ufficiale” o “ufficiale di giustizia” tende a sostituire progressivamente “ufficiale” al femminile, sebbene l’uso esitante persista ancora

La tendenza generale va verso l’adozione sistematica del femminile per tutti i nomi di professione. Le resistenze, quando esistono, derivano più dall’abitudine che da un reale ostacolo grammaticale.

La grammatica italiana dispone di tutti gli strumenti necessari per nominare correttamente una donna notaia. Scrivere “una notaia” o “la notaia” è grammaticalmente corretto, istituzionalmente validato e socialmente atteso. L’unico vero tranello rimane “notaia”, da riservare alle conversazioni sulla storia della lingua.

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